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I Semi

Sono una raccolta di miei scritti fino al 2005, anno in cui ho pubblicato "Semi d'Autunno".
Non tutto quello che troverete in questa sezione è stato poi pubblicato nel libro, e man mano continuerò a pubblicare delle poesie inedite.
Leggete anche GLI ALBERI, le mie nuove poesie.

Buona lettura.
Martin

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LA CHICA QUE TENIA EL NOMBRE ESPAÑOL

( 2 Votes )
Portava un nome spagnolo, appellativo che già da solo dava conforto.
Ma lei non era spagnola, non lo era assolutamente, era della stessa mia creta.
Aveva un sorriso che ti apriva veloce, tagliava la carne, divaricava i vasi sanguinei, e ci posava qualcosa dentro.
Aveva gli occhi piccoli e tondi, tipo capocchia di spillo, illuminati perennemente dal riflesso del cielo.
Aveva una voce gioiosa (non il tono) e oggi mentre mi guardava e rideva, io me ne interessavo.
Aveva una parola giusta per tutte le cose, persino riusciva a starmi dietro e a capire quello che dicevo.
Aveva un corpo lieve, bello e fresco, anche se oggi è estate e si schiatta dal caldo.
Aveva un mio amico che le moriva dietro.
Aveva catturato tutto il mio interesse.
Aveva delle manine piccoline mentre leggeva quel suo librone verde.
Aveva delle gambe sottili, sotto quella gonna nera e fantasia.
Aveva una camminata lenta e “timidamente” sicura.
Aveva lasciato che un interesse per me diventasse una domanda, cui non potevo risponderle.

Aveva saputo attirare il pensiero delle mie labbra sulle sue.
Avevo voglia di toccarla.
Aveva quel fascino che di solito mi disinibisce, quel fascino giovane, quel fascino che ti riporta indietro, quel fascino che ti obbliga a voler che quella donna sia tua.
 E io, ragazzi..
Non so che dirvi d’altro.
E io sono con una guerra nel profondo di me.
Per due volte un motivo.
Uno ve l’ ho detto.
E l’altro ve lo dirò tra poco.
Ero tristemente interessato di quel suo mondo che ancora non conoscevo, ma che mi affascinava lievemente.

Quella biblioteca.

Mi sta facendo dannare.
Conosco ogni giorno, persone talmente interessanti.
E due di queste mi stanno ammattendo.
Due bellissimi poli, uno giallo e uno ramato che mi stanno scoppiando dentro il cervello.
Come cento guerre, una.
Alla fine sarò come sempre solo.
Non si può volere troppo dalla vita, soprattutto se sei come me.
Ma a me, non ci si può fare nulla, piacciono le sfide.
Piace quella sensazione, che una ragazza è vicina, e lontana.
La adoro.
Anche se ferisce, anche se lo fa per gioco, forse.
Son tutto, tutto da rifare.
Tutto.
Si si proprio tutto.
Concludo qua questa sprazzo di colore, perché altro potrebbe uccidere.
Perché poi son venute fuori atteggiamenti che a me fanno paura.
Perché certe movenze mentali e comportamentali mi rendono il vento.
Perché non si può sempre costringere, e perché ogni parola ha una sua vita propria e possono morire.
Perché Martin sottende tutto sotto le sue note.
Perché tante sono le cose a cui noi non sempre possiamo rispondere.
Son tanti i motivi per non si può toccare.
Perché il cielo, nel suo moto, è bello anche se non lo puoi leccare.
Perché sarebbe bello poter colorare il vento coi colori che vuoi, ma poi

                            Non sarebbe più il vento.

Perché io ho perso di nuovo un suo rifugio, e voglio bene (Tanto tanto tanto tanto) a quella donna, sposata con figli, che ha un nome che ti riporta alla Natura.
E che lì, lei, ci lavora.
E che per me è un sostegno forte come pochi altri.
Perché voglio bene a questa ragazza dal nome spagnolo, che mi ha colpito.
Ma quando si esagera, le vele si possono issare.
Temo il suo sguardo, e temo il suo cuore ferire.
Perché io adesso ha una mia musica in testa, e non me la si toglie, neanche piangendo con quel blù.
Perché vivo di solitudine e tristezza, e mi coloro i vestiti con pesanti acquarelli color melanconia.

Martin, non lo cambi.
Purtroppo è così.

E adesso, lettori miei adorati, correte a rintanarvi nei vostri letti, chiudete la luce, poi guardate la ragazza che avete davanti, oppure l’uomo che vi sta di fronte.
Socchiudete gli occhi in un sorriso, e schiudete le labbra sul suo volto.

E sappiate che io vi sono grato per quello che fate.
 
 

About the author Martin - Andrea Franzino

 

Martin (Andrea Franzino)

"Per cadere, basta una spinta.
Per volare, ci vuole perseveranza." 

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