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I Semi

Sono una raccolta di miei scritti fino al 2005, anno in cui ho pubblicato "Semi d'Autunno".
Non tutto quello che troverete in questa sezione è stato poi pubblicato nel libro, e man mano continuerò a pubblicare delle poesie inedite.
Leggete anche GLI ALBERI, le mie nuove poesie.

Buona lettura.
Martin

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L’UNICO UOMO SULLA TERRA

( 3 Votes )

Un piccolo locale affollato.
Illuminato in modo lieve, quasi intimo.
Musica alta, altissima.
Non permette quasi di sentire quello che uno sta dicendo all’amico che ha di fronte.
Tante persone che parlano.
Meglio, tante persone che emettono versi senza senso.
Vomitare consonanti e arrabattarle con alcune vocali non da per forza vita a un discorso.
Eppure continua il flusso morbido di nulla, nulla che esce da bocche stolte ed entra in orecchie putride.
Nulla.
Odore di vari deodoranti, odori forti.
Bisogna sempre farsi sentire.
Misto a fritto e vari sapori di alcolici.
Cacofonia.
Una totale ridda sia visiva, che olfattiva, che per Dio gustativa, per Satana tattile.
Un cosa da non crederci.
Una cosa dannatamente vera.
Alla fine una voce.
Alla fine un URLO che squarcia, disossa tutto quello che imputridiva quel luogo.
Tutto si fa silenzioso in certo senso per ascoltare quello che ha da dire.
Questo URLO dice finalmente qualcosa.
I muri sospirano, finalmente qualcosa di vero.
L’URLO arriva da un tavolo, cinque avventori.
Uno si alza, sbattendo il pugno sul suo tavolo.

“  MA POSSIBILE CHE IO NON POSSA DECIDERE DI PRENDERE IL SOLE IN INVERNO, E CHE PER QUESTO IO NON VENGA CREDUTO?
MA DICO STIAMO SCHERZANDO O COSA?
IO HO PRESO IL SOLE IN QUESTO INOSPITALE INVERNO DEL CAZZO E VOI NON MI STATE NEMMENO AD ASCOLTARE.
PER VOI E’ DANNATAMENTE REALE SOLO QUELLO CHE POTETE VEDERE.
NESSUNO VUOLE CREDERMI, SOLO PERCHE NESSUNO SA QUELLO CHE IO VOLGIO DIRE.
SIETE COSI’ TRISTEMENTE ANCORATI A QUELLO CHE VOLETE VEDERE.”

Tutti si girano per vedere in faccia questo pazzo.
Quasi tutti, beh.
Qualcuno ride, al solito.
Brusio di sottofondo, a schernirlo.
La gente al suo tavolo rimane paralizzata, ha paura che altri possano pensare male anche di loro.

L’urlatore rimane per un secondo a fissare una donna che stava con lui al tavolo, come schifato.
Ma solo un secondo.
Poi, già era piedi, se ne va.
Ma attenzione, se ne va come se non avesse fatto un casino.
Se ne va e basta.
Se ne va come se non ci fossero altre persone.
Se ne va e basta.
Paga il suo conto.
Ed esce nella notte che c’è fuori dal Pub.
In tutto il casino una donna l’ ha sentito.
Bene anche questa si alza, sorride.
Sai cosa pensa?
Si io lo so.
Pensa “Finalmente una persona vera!”.
Non saluta neanche quei quattro stronzi del cazzo che le stavano intorno.
Va fuori affrettando il passo.
Lo vede.
Lui è sul ciglio della strada.
Sta tutto dritto mani in tasca, lui.
Lei sempre sorridendo, “ciao.. non ho potuto non sentire quello che hai urlato nel locale, beh, io non credo che tu abbia detto una stupidaggine, sai, anzi, credo di aver capito quello che ….”

Lui si gira mentre lei parla.
La guarda.
Sta piangendo.
I muscoli facciali sono rilassati, non sono tesi sotto i conati degli occhi.
Ma le lacrime amici miei, ah.. se si vedevano.
Piangeva come dieci volte dieci bambini.
Io c’ero, io ho visto tutto, solo che nessuno mi crede.
Lui la guarda, sconsolato, trasmette una disperazione palpabile.
Lei di rimando anche, anche singhiozza, poi sbotta a piangere.
Gli va incontro.
Lei è sicura di aiutarlo.
Ma lui non cercava nulla.
Voleva solo non esistere.
Chissà poi perché.
La guarda farsi più vicina.
Guarda verso l’alto.
E qua ragazzi credetemi, che possa morire fulminato se non è vero quello che vi sto dicendo.
Lui, dicevo, guarda verso l’alto.
La vede là, la Luna fissa che guarda tutti, tutti indistintamente, ma lui lo guardava in modo particolare, si vedeva che lo stavo ascoltando, a lui, lei, la Luna.
Alza le braccia al cielo stellato, lui.
E spicca il volo.
Anzi, spicca Il Volo.
Sparisce dalla vista di tutti, alzandosi..
Lentamente.
Lentamente.
Ma inesorabilmente.
Va tanto su da non poterlo più, infine vedere.
Io non ho mai capito nulla, mai, e neanche mai ho capito perché sia successo questo, ma posso assicurarvi che la donna, non accettò mai questo.
Lei era sicura di averlo trovato.
Alla fine dopo 27 anni, lo aveva trovato.
E invece lui era sparito.
Lei era ancora più sicura che sarebbe stato l’unico uomo sulla Terra.
 

About the author Martin - Andrea Franzino

 

Martin (Andrea Franzino)

"Per cadere, basta una spinta.
Per volare, ci vuole perseveranza." 

Le mie Poesie 
I miei Aforismi  

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Commenti 

 
0 #2 Ica 2010-03-04 21:41
ti prego ancora!..
 
 
0 #1 Ica 2010-03-04 21:41
ancora!
 

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